A Cutro abbiamo vissuto giornate di memoria, condivisione e di impegno. Come Carta di Roma abbiamo organizzato il 27 febbraio un incontro di formazione rivolto ai giornalisti con la partecipazione di Giuseppe Soluri, Presidente Ordine Regionale dei Giornalisti della Calabria, e di Manuelita Scigliano, presidente Sabir, Angela Caponnetto (Giornalista RaiNews24), Francesco Malavolta (Fotoreporter), Rahel Saya (Giornalista), Luciano Scalettari (Presidente ResQ), Lidia Vicchio (avvocata e socia ASGI) e Paola Barretta (Giornalista Carta di Roma).
“Responsabilità e ruolo della fotografia: ho scelto di raccontare le persone attraverso le immagini, cercando di fornire un contesto e rispettare la dignità delle persone, ecco perché a Cutro ho scelto di non mostrare immagini di corpi restituiti dal mare.” Francesco Malavolta, fotoreporter
“Oggi l’Afghanistan si apre al turismo, ho visto influencer americane che pubblicano contenuti di vacanze in montagna, vestite con abiti occidentali ma non ci sono donne afghane in quelle riprese, chi sceglie di andare nel paese per turismo ha una responsabilità di racconto e di testimonianza altrimenti è disinformazione.” Rahel Saya, giornalista
“Quando sento dire che il soccorso in mare è un tema divisivo ricordo che il cuore del giornalismo è il rispetto della verità sostanziale dei fatti: non ci può essere divisione sul soccorso in mare, salvare i naufraghi è una legge del mare, quando interveniamo salviamo persone, naufraghi, non migranti.” Luciano Scalettari, presidente di Resq
“Ad Armo c’è un cimitero, conosciuto come il cimitero dei migranti, fino a pochi mesi fa c’erano 46 lapidi senza nome, persone restituite dal mare, per ognuna di quelle tombe c’è una famiglia che non può più piangere un defunto, oggi grazie al lavoro congiunto delle forze dell’ordine, della procura, dell’Università e del commissario delle persone scomparse, sulle tombe c’è un nome.” Lidia Vicchio, giurista di Asgi
“Nel 2023, nell’agenda delle migrazioni, Cutro era la parola dell’anno, in una cornice narrativa che rifletteva sulla ricorrenza di tragedie incessanti di naufragi, tre anni dopo le conseguenze di eventi drammatici – e l’incapacità di trovare soluzioni per evitarle – sono scomparse dall’agenda dei media.” Paola Barretta, giornalista e portavoce di Carta di Roma
L’iniziativa svolta nell’ambito del progetto “PISTE di accoglienza – Promuovere, Includere, Sensibilizzare, Testimoniare, Educare”.
Pylos e il silenzio dell’informazione
A Lampedusa c’è la tomba di una giovane donna di nome Ester. Aveva 18 anni e veniva dalla Nigeria. Era incinta ed è morta di stenti su un barcone carico di migranti rimasto in balia delle onde per giorni
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