Sei un giornalista e ti stai occupando dei fatti di Modena o di Taranto?
Abbiamo un paio di cose da dirti.
Se stai coprendo questi fatti, ti invito a prenderti il tempo di rileggere la Carta di Roma e l’articolo 14 del nostro Codice deontologico.
E’ tempo ben speso, te lo assicuriamo. E ora ti spiego il perché.
La Carta di Roma e il glossario sono a disposizione di tutti e restano, soprattutto davanti a casi di cronaca come quelli di questi giorni, strumenti essenziali per un’informazione corretta sulle persone migranti, rifugiate e razzializzate. Non è un repertorio burocratico, ma una bussola professionale.
Serve a evitare parole improprie, stigmatizzanti o giuridicamente inesatte.
La precisione lessicale protegge il lettore dalla propaganda e la persona descritta dalla riduzione a categoria.
Usare il termine sbagliato significa spostare il fatto dentro una cornice falsa.
Per questo la precisione non è prudenza lessicale.
È verifica. E nel racconto delle persone, è il primo argine contro discriminazione e propaganda.
Quindi, prima di scrivere, girare, registrare, prendiamoci il tempo di pensare e rileggere la Carta di Roma e l’articolo 14 del Codice Deontologico per i giornalisti e le giornaliste.
Editoriale di Nello Scavo giornalista e presidente di Carta di Roma
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