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Black humor e video per arginare gli stereotipi e pregiudizi

Il progetto di “SemiVolanti” racconta con toni irriverenti le vicissitudini dei migranti. Per non prendere il razzismo sul serio

«Cerchiamo di fare narrazione sulle storie dei migranti e su quello che succede perché è doveroso e perché non si sa mai abbastanza. Chi è informato, invece rischia di essere “anestetizzato” al racconto sul vissuto di altre persone, così cerchiamo di essere provocatori e di spiegare la quotidianità che vivono i migranti nel nostro paese: questo permette di saltare il pregiudizio». In questo modo Valerio Gatto Bonanni, direttore artistico di SemiVolanti racconta la realtà dell’officina di teatro sociale e il progetto Black reality .

Dal 2012 il gruppo Semi volanti ha realizzato un lavoro di denuncia sociale attraverso vari spettacoli teatrali che hanno visto al centro delle narrazioni le vicissitudini che i migranti si trovano ad affrontare una volta raggiunto il suolo italiano. Al di là dei temi sono i toni che danno una chiave interpretativa diversa per offrire uno spaccato delle realtà sulle condizioni di chi arriva: la scelta, infatti, è quella dell’irriverenza, di  usare la satira al posto dei toni allarmistici.

«La risata è liberatoria e permette di saltare un processo logico, come la mossa del cavallo: sposta il punto di vista e permette di placare la rabbia che in questo momento è sempre in crescendo» specifica il direttore artistico a questo proposito.

Irriverenza e video tutorial : esempi pratici contro il razzismo

Un registro marcato dal black humor per trattare, dunque, temi sempre all’ordine del giorno per i media e uscire dalla spirale di odio che alimenta stereotipi e pregiudizi. Su questa scia oltre a diversi spettacoli teatrali ed eventi si sviluppa l’idea più originale: la web serie di tutorial per migranti di Black reality.

«Insieme a Gianluca Riggi e Flavio Ciancio dopo tre anni di spettacoli abbiamo deciso di concentrarci su questo nuovo strumento che viene utilizzato per spiegare qualsiasi cosa, scherzando diciamo da come fare l’uovo strapazzato a come vivere nella giungla» spiega Valerio Gatto Bonanni.

E da qui è nata l’idea dei video tutorial per migranti: una guida che insegna come comportarsi in un determinato contesto con esempi pratici che divertono mettendo in atto un paradosso e situazioni surreali. Quindi è possibile capire meglio “Come si affronta un razzista”, con il primo tutorial per rispondere a chi propone i luoghi comuni sugli immigrati che rubano il lavoro, le donne e sono numericamente da invasione. In questo video il migrante che fornisce le risposte ai luoghi comuni riesce a mettere in ridicolo il protagonista da stereotipo.

Ci sono video anche su cosa significa essere buoni cittadini in cui si capovolgono i ruoli e vediamo come un italiano che prepara un caffè ad un cliente straniero sia soggetto addirittura a ricevere un voto su come lo ha preparato.

Altri sono sulla difficoltà di integrarsi in una società spesso ostile per chi arriva, e altri raccontano, con il linguaggio del teatro, la rappresentazione dei viaggi affrontati dai migranti.

Ma non solo. Nel settembre 2015 alla fine della stagione della raccolta dei pomodori è stato realizzato il tutorial “Pomodori rossi e braccianti in nero” con la finalità di promuovere una filiera etica nella produzione e distribuzione dei pomodori e prodotti agricoli insieme al lavoro di associazioni come  Amnesty International Italia, Filiera sporca, Funky Tomato, Fuori dal ghetto, Io ci sto, Medici per i Diritti Umani, Osservatorio Migranti Basilicata e Radio Ghetto Voci Libere.

In questo video si alterna la visione onirica da parte di un migrante che cerca un lavoro regolare in netto contrasto alla reale situazione di sfruttamento lavorativo.

«E’ fondamentale un lavoro di comunicazione come strumento di contrasto all’odio e c’è necessità di fare il più possibile cultura, arte e teatro; sempre di più, sempre meglio e in tutti luoghi in cui si ritiene ci sia bisogno» conclude Valerio Gatto Bonanno.

E tra i progetti futuri c’è quello del Centro San Michele, nel VIII Municipio di Roma, che vede nei tre piani dell’edificio la condivisione di un centro SPRAR, un centro anziani, un circolo per sordomuti e delle suore, più un alloggio per senza fissa dimora: per realizzare un progetto di  mediazione teatrale.

La foto in evidenza è concessa dal gruppo SemiVolanti

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