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I latinos nei media e nel cinema degli Stati Uniti: stereotipi e sottorappresentazioni della più numerosa comunità immigrata

L’immigrazione ispanica è oggi la più numerosa negli Stati Uniti.  Secondo l’ultimo censimento del 2010  è aumentata del 43% negli ultimi 10 anni e oggi conta circa 50 milioni di persone. Alcuni stati, come California, Arizona e Texas, sono già a maggioranza ispanica e vengono definiti  come “minority-majority” nel censimento ufficiale. Stando quindi ai dati forniti dal Census Bureau attualmente un abitante su sei negli Stati Uniti è di origine latina.

L’aumento considerevole di ispanici negli ultimi dieci anni non è però dovuto tanto all’aumento dei flussi migratori, quanto alle nuove nascite. Le proiezioni demografiche stimano che nel  2050 gli ispanici potrebbero rappresentare un terzo della popolazione statunitense.

Una recente ricerca condotta dalla Columbia University denuncia però una loro marcata sottorappresentazione nei media.  Rispetto alle ricerche precedenti si segnala addirittura un declino e una generale diminuzione della presenza ispanica sia sullo schermo che dietro lo schermo, nell’ambito dell’industria dei media e in quella cinematografica.

Il titolo della ricerca condotto dal Center for the Study of Ethnicity and Race (CSER)è emblematico “The Latino Media Gap: a report on the State of Latinos in U.S. Media”.

In confronto agli afro-americani, gli ispanici continuano ad essere generalmente visti come nuovi arrivati o stranieri. Solo il 2% dei film o delle serie tv di successo ha un protagonista di origine ispanico, sebbene il numero complessivo di attori e attrici di origine ispanica sia in continuo aumento.  Da un lato la maggioranza dei ruoli ricoperti dagli ispanici nei film sono spesso personaggi di fantasia o cartoni animati, dall’altra, attrici affermate e di successo come Cameron Diaz sono raramente identificate come parte della comunità latina.

Secondo la ricerca l’inclusione della componente ispanica nell’ambito lavorativo dei media o nei cast delle serie tv e nel cinema non è percepita come una delle priorità delle aziende.

Dietro lo schermo e tra il personale dell’industria dei media infatti la situazione non va meglio: sono molto pochi gli sceneggiatori, produttori esecutivi e direttori creativi di origine ispanica.

Anche la rappresentazione della componente latina nell’informazione è spesso schiacciata in cronaca nera, e poche sono le notizie che raccontano le dinamiche della più grande “minoranza” del paese, nonostante le molte associazioni attive e le numerose iniziative che vengono promosse in vari ambiti, culturali, economici e sociali dalla comunità ispano-americana.

In ogni caso dalla ricerca emerge anche qualche nota positiva. Se gli ispanici continuano ad essere una presenza marginale nei media tradizionali, risultano essere una presenza considerevole nei media e nella comunicazione digitale. Sono promotori di esperienze innovative nell’ambito della produzione di contenuti multimediali o trans mediali, come preferisce chiamare la sua piattaforma il brillante Jeff Gomez. Secondo i ricercatori della Columbia University questa creatività combinata con un crescente potere di consumo possono rappresentare gli elementi determinanti per ridurre il gap di rappresentatività e di presenza nello spazio mediale della comunità ispanica.

 

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