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Migrazioni: il Governo ignora le convenzioni internazionali che l’Italia ha sottoscritto

Comunicato Stampa Reti ONG

Suscita preoccupazione l’estratto del video recentemente condiviso sulla pagina Facebook dell’Ambasciata italiana a Dakar, nel quale la Presidente del Consiglio Italiano, Giorgia Meloni, afferma che chi varca in maniera irregolare il confine italiano sarà detenuto e successivamente rimpatriato, senza tener conto della motivazione di ingresso. La selezione della sequenza, così come la sua pubblicazione, si configurano come un messaggio, non solo giuridicamente infondato, ma in netta contraddizione con le indicazioni e le attività svolte dalla cooperazione italiana, che vanta nel paese una presenza storica e riconosciuta, la cui immagine rischia in questo modo di venire lesa.

In collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, le ONG italiane lavorano da anni insieme alla società civile senegalese per definire modalità e contenuM dei nostri messaggi di comunicazione sulle migrazioni, nel rispetto dei principi di accountability, trasparenza e tutela dei diritti. Da tempo abbiamo quindi scelto di non usare il termine “clandestino”, che – come ci ha anche ricordato recentemente la Corte di Cassazione (sentenza del 16 agosto 2023), e prima l’Associazione Carta di Roma – è un termine giuridicamente improprio per definire chi tenta di raggiungere l’Europa e non ha ancora avuto la possibilità di chiedere una forma di protezione e conMene inoltre un giudizio negativo, che può diffondere odio e discriminazione.

L’estratto del discorso scelto per la pubblicazione sulla pagina facebook dell’Ambasciata italiana a Dakar sembra contraddire numerose convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese in materia di protezione e asilo, vanificando gli sforzi e le risorse impiegate dalla cooperazione italiana per creare un rapporto di fiducia con la società civile e i partner locali e per sensibilizzare tanti giovani sui rischi della migrazione informale, sull’apertura di canali legali di ingresso, sui requisiti per le domande di protezione e su progetti di sviluppo locale.

La comunità internazionale ha lavorato duratamente per stabilire un quadro giudirico globale che protegga i diritti delle persone in cerca di asilo e dei rifugiati, ed è essenziale che l’Italia rispetti questi obblighi legali e morali. Chiediamo che il Governo italiano riferisca in Parlamento sull’accaduto e si esprima su questo tema nel rispetto delle convenzioni da esso stesso sottoscritte.

Ufficio stampa

AOI – francesco.verdolino@hotmail.it – 3398129813
CINI comunicazione.cini@cininet.org – 3487240285
LINK2007 – comunicazione@link2007.org – 3271825646

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